EDP - Pensando al tuo lavoro vorrei che si lavorasse sulla trasformazione di senso dell'immagine quando viene estrapolata da un suo contesto di spazio e di tempo, sulle sue possibilità generative, sulle suggestioni che racchiude in sé, sui codici di cui è portatrice...Mi interessa anche molto che si affronti il rapporto tra testo/letteratura e immaginario visivo, così come la capacità evocativa della memoria personale, anche rispetto allo scorrere del tempo e allo stratificarsi delle esperienze, o, ancora , come si rappresenta questo scorrimento temporale...Lo spazio sarà come concordato la Fortezza, dove avremo una casetta tutta per noi con una stanza riscaldata per fare il laboratorio, la mostra possiamo pensarla anche fuori...
MM - Rispetto alla "persistenza dell'immagine"... Credo si debba distinguere la sua durata sul soggetto singolo e sulla collettività. Per la collettività si tratta del riconoscimento di qualche cosa che è icona di un avvenimento: riconoscere questa icona significa dare atto ad una partecipazione emotiva da parte delle persone che si sentono partecipi di quel fatto. Il singolo riconosce ciò che ha già visto, già partecipato, ciò che è già scritto nella sua storia personale.
EDP - Vorrei che la prima giornata del workshop fosse dedicata dal tutor alla conoscenza della ricerca dei ragazzi, credo sia importante che sappiate chi avete di fronte e, viceversa che loro si sciolgano nel rapportarvi a voi conoscendovi immediatamente, vorrei si creasse un momento di reciproco confronto insomma, di annusamento...
MM - Chiederei loro di portare cinque immagini in chiavetta di lavori già realizzati. In un tempo stabilito dovranno presentarle pubblicamente alla classe raccontando tematiche e intenti per aprire una discussione sul livello comunicativo delle opere. E' importante capire lo scarto tra intenti e il potere comunicativo reale di un immagine.
EDP - Li incontrerò prima della vacanza estiva, hai pensato ad una preparazione pre-workshop?
MM - E saprai già anche chi saranno quelli del mio workshop?... Sono studenti?
EDP - Non posso saperlo ma indagando un po' il target delle application arrivate credo sia tratti di artisti già consapevoli della loro ricerca...
MM - Vorrei che portassero i libri che da oggi ad allora avranno letto con sottolineature di frasi che intendono salienti, possono essere saggi...romanzi o qualsiasi altra cosa; citazioni di vario tipo e genere; e ritagli di giornale di articoli che li hanno colpiti...
EDP - Thinking about your work, I'd like you to focus on how the meaning of an image is transformed once it is removed from the contexts of space and time, on its generative possibilities, on the evocative powers it contains, on the codes it carries... I would also like your workshop to deal with the relationship between texts (literature) and visual imagery, and, as well, with the evocative power of personal memory in relation to the passing of time and the stratification of experiences; or, perhaps, with the representation of this passing of time... The place will be, as we agreed, la Fortezza (the "Fortress"), where we'll have a small house just for us, with a heated room for the workshop. We might even consider doing the exhibition outside...
MM - As far as the "persistence of the image"... I think we should make a distinction between how it lasts in the individual and how it lasts in the collective. In the collective it lasts as the recognition of something that stands as the icon of an event: in recognizing the image as icon the people involved come to acknowledge an emotional participation. The individual, on the other hand, recognizes what he has already seen, what he has already taken part in, what is already written in his personal history.
EDP - I'd like the tutor to devote the first day of the workshop to getting to know the research each young artist is engaged in. I think it is important you know who's in front of you, and it will also help to put them at their ease getting to know you right away. I'd like it to be a moment of mutual exchange, of moving towards one another...
MM - I would ask them to bring a USB flash drive with five images of works they've already completed. At a certain point I'll have them present these images to the class, during which they ca elaborate upon the issues and aims they had in mind when making these works, which will give rise to a discussion concerning the communicative levels achieved from work to work. It is important to understand the gap between the aims sought after in creating an image and the actual communicative power realized in its creation.
EDP - I will meet them before the summer holidays, have you thought about any pre-workshop preparation?
MM - And will you know by then who will be in my workshop?... Will they be students?
EDP - I can't say, but glancing over the applications we received, I'd say they're artists who are rather aware of their research...
MM - I'd like them to bring the books they will have read from now till then, having underlined sentences they think meaningful, they can be essays... novels, or anything else; quotations of any kind; snippets of articles that struck them...
Il workshop di Marzia Migliora, in programma a Livorno dal 26 al 30 ottobre pp.vv. sarà ospitato negli spazi della Fortezza Vecchia.
La fortezza di Livorno, denominata "Vecchia" per distinguerla dalla "Nuova" eretta nel 1590, è l'imponente fortificazione che, per la sua complessa struttura e per la capacità di contenere al suo interno il racconto del succedersi delle sue vicende storiche — da piccolo villaggio di pescatori a porto fiorentissimo, incrocio di ricchi traffici e di scambi culturali e demografici di portata non solo europea — è divenuta simbolo e monumento più rappresentativo della città.
Al suo interno si può leggere con fotografica precisione la storia stessa di Livorno, una storia segnata anche dalle diverse modalità in cui nel tempo andavano trasformandosi le sue funzioni difensive, sempre attraenti per le potenze dominanti del circondario (Pisa, Genova, Firenze). Partendo addirittura dalla sua fase di epoca romana (riscoperta grazie gli importanti scavi archeologici effettuati dalla Soprintendenza Archeologica), in un gioco affascinante di rimandi e di contrappunti il complesso dialoga costantemente con la circostante struttura urbanistica — dalla quale, paradossalmente, la condizione insulare la teneva, fino alla II guerra mondiale, nettamente separata — e col porto in cui si è trovata dalle origini ad essere incastonata.
Il workshop di Marzia Migliora, in programma a Livorno dal 26 al 30 ottobre pp.vv. sarà ospitato negli spazi della Fortezza Vecchia.
La fortezza di Livorno, denominata "Vecchia" per distinguerla dalla "Nuova" eretta nel 1590, è l'imponente fortificazione che, per la sua complessa struttura e per la capacità di contenere al suo interno il racconto del succedersi delle sue vicende storiche — da piccolo villaggio di pescatori a porto fiorentissimo, incrocio di ricchi traffici e di scambi culturali e demografici di portata non solo europea — è divenuta simbolo e monumento più rappresentativo della città.
Al suo interno si può leggere con fotografica precisione la storia stessa di Livorno, una storia segnata anche dalle diverse modalità in cui nel tempo andavano trasformandosi le sue funzioni difensive, sempre attraenti per le potenze dominanti del circondario (Pisa, Genova, Firenze). Partendo addirittura dalla sua fase di epoca romana (riscoperta grazie gli importanti scavi archeologici effettuati dalla Soprintendenza Archeologica), in un gioco affascinante di rimandi e di contrappunti il complesso dialoga costantemente con la circostante struttura urbanistica — dalla quale, paradossalmente, la condizione insulare la teneva, fino alla II guerra mondiale, nettamente separata — e col porto in cui si è trovata dalle origini ad essere incastonata.
Venerdì 30 ottobre a partire dalle ore 18, presso la Fortezza Vecchia di Livorno (Piazzale dei Marmi, porto mercantile), gli artisti Filippo Berta, Le ossidoriduzioni, Francesco Migliorini, Silvia Noferi, Giada Pucci, Studio ++ , quarto dei cinque gruppi di artisti toscani selezionati per la V edizione di Networking, a cura di Elisa Del Prete, incontrano il pubblico a conclusione dei lavori del workshop con Marzia Migliora, recente vincitrice del Premio Cairo.
Concepito come indagine sul valore simbolico dell'immagine e come processo di rielaborazione della memoria personale, il workshop si è sviluppato a partire dalla raccolta di materiali vari che ad ogni artista è stato chiesto di sottoporre all'attenzione degli altri; articoli di giornale, fotografie, libri, frasi, accumulati durante gli ultimi mesi e dunque tasselli di un archivio personale disordinato.
A questi si sono sommate le impressioni rispetto al luogo in cui si sono trovati a lavorare, la città di Livorno, che è anche stata all'origine della scelta di un formato collettivo che Marzia Migliora ha voluto dare al laboratorio.
La caratterizzazione marittima della città è diventato infatti pretesto per individuare nella "bandiera" il supporto simbolico su cui far lavorare gli artisti: la realizzazione di 6 bandiere personali è stato infatti l'obiettivo della settimana di lavoro a partire dalla riflessione sul significato di tale oggetto e sull'importanza di stampare su di esso un messaggio da "sbandierare", ovvero in grado di comunicare al pubblico una propria personale dichiarazione.
Dal gergo che decodifica segni e colori sulle bandiere marittime, deriva anche il titolo del workshop "Sospendete quello che state facendo", richiamo all'attenzione per i marinai e appello alla concentrazione per gli artisti.
Invitati da Marzia Migliora ad esercitarsi sulla raccolta e visualizzazione di personali impressioni e memorie gli artisti hanno esplorato fisicamente e mentalmente il luogo scelto per l'installazione finale dei lavori, la Fortezza Vecchia.
Collocate all'interno della Fortezza Vecchia le 6 bandiere assumono infatti un valore ancora più forte, confondendosi con quelle già sventolanti sul confine tra terra e mare del porto mercantile.
Venerdì 30 ottobre a partire dalle ore 18, presso la Fortezza Vecchia di Livorno (Piazzale dei Marmi, porto mercantile), gli artisti Filippo Berta, Le ossidoriduzioni, Francesco Migliorini, Silvia Noferi, Giada Pucci, Studio ++ , quarto dei cinque gruppi di artisti toscani selezionati per la V edizione di Networking, a cura di Elisa Del Prete, incontrano il pubblico a conclusione dei lavori del workshop con Marzia Migliora, recente vincitrice del Premio Cairo.
Concepito come indagine sul valore simbolico dell'immagine e come processo di rielaborazione della memoria personale, il workshop si è sviluppato a partire dalla raccolta di materiali vari che ad ogni artista è stato chiesto di sottoporre all'attenzione degli altri; articoli di giornale, fotografie, libri, frasi, accumulati durante gli ultimi mesi e dunque tasselli di un archivio personale disordinato.
A questi si sono sommate le impressioni rispetto al luogo in cui si sono trovati a lavorare, la città di Livorno, che è anche stata all'origine della scelta di un formato collettivo che Marzia Migliora ha voluto dare al laboratorio.
La caratterizzazione marittima della città è diventato infatti pretesto per individuare nella "bandiera" il supporto simbolico su cui far lavorare gli artisti: la realizzazione di 6 bandiere personali è stato infatti l'obiettivo della settimana di lavoro a partire dalla riflessione sul significato di tale oggetto e sull'importanza di stampare su di esso un messaggio da "sbandierare", ovvero in grado di comunicare al pubblico una propria personale dichiarazione.
Dal gergo che decodifica segni e colori sulle bandiere marittime, deriva anche il titolo del workshop "Sospendete quello che state facendo", richiamo all'attenzione per i marinai e appello alla concentrazione per gli artisti.
Invitati da Marzia Migliora ad esercitarsi sulla raccolta e visualizzazione di personali impressioni e memorie gli artisti hanno esplorato fisicamente e mentalmente il luogo scelto per l'installazione finale dei lavori, la Fortezza Vecchia.
Collocate all'interno della Fortezza Vecchia le 6 bandiere assumono infatti un valore ancora più forte, confondendosi con quelle già sventolanti sul confine tra terra e mare del porto mercantile.