EDP - John, mi piacerebbe lavorassi con Melissa per il workshop in Toscana... credo sia interessante indagare le possibilità visive del suono accanto alle possibilità espressive del corpo...
JD - ...ci dobbiamo pensare, non so, glielo chiedo... Abbiamo iniziato adesso a fare dei lavori insieme.
EDP - Potreste proporne uno infatti... Un concerto/performance, durante il workshop. Ho visto l'ultima azione che avete fatto all'Accademia ed ho apprezzato molto l'impatto visivo del movimento fisico di Melissa e credo che per questo si sia appoggiata molto anche alla tua musica che l'accompagnava.
JD - Ok.
[...]
JD - Elisa, ci serve stare lì due giorni prima del workshop. Voglio indagare le situazioni sonore della città...terremo il workshop su due livelli, per indagare il suono e il movimento...servirebbe un pavimento morbido o comunque è bene dire ai ragazzi di portarsi delle scarpe da tennis.
JD - Poi vorrei dare loro degli ascolti a settembre, prima che inizi il lavoro...preparo io il materiale.
JD - ...Ah, Elisa?!...
EDP - Sì John?
JD - ...una cosa importante! I ragazzi devono sapere quello che faccio, devono conoscere il mio lavoro.
EDP - Lo conoscono di certo John...
JD - ...bene [...] Mi piacerebbe sincronizzare le campane di tutte le chiese della città e farne un ascolto.
EDP - ...credo ce ne sia soltanto una, ma mi informo.
EDP - John, I'd like you to work with Melissa for the workshop in Tuscany... I think it could be interesting to investigate the visual possibilities of sound, together with the body's possibilities of communication.
JD - ...we'll think about it, I don't know, I'll ask her... We've just started on a few projects together.
EDP - You could present one of them... A performance/concert, during the workshop... I saw the latest action you did in the Accademia and I really appreciated the visual impact of Melissa's physical movement, your music supported it very well...
JD - Ok.
[...]
JD - Elisa, we'll need to spend two days there before the workshop begins. I want to investigate the sound situations of the city... we'll keep the workshop on two levels, investigating sound and movement... we will need a soft floor or, at least, we should tell the guys to bring sneakers.
JD - Then, I'd like to give them some recordings before the workshop begins... I'll prepare the material.
JD - Oh, Elisa?!...
EDP - Yes, John?
JD - ...one more important thing! The participants should know what I do, they should be aware of my work.
EDP - Of course, they already know it, John...
JD - ...good [...] I'd like to synchronize the bells of all the churches in the city and make a recording of it.
EDP - I think there's just one of them, but I'll check.
Monsummano ospiterà il workshop tenuto da John Duncan e Melissa Pasut negli spazi del Museo di Arte Contemporanea e del Novecento.
Esso si trova nella villa Renatico Martini costruita nel 1887 per volontà di Ferdinando Martini ed è segno tangibile dell'eclettismo culturale del committente.
Il museo ha riaperto nel 2005, dopo un adeguamento agli standard museali richiesti dalla Regione Toscana. Nel parco è possibile rintracciare piante ed essenze vegetali pregiate tra cui l'Ippocastano, il Platano, il Tiglio, il Cedro del Libano e dell'Atlante, la Sequoia, e ancora il Viburno, la Mahonia, il Bosso.
Monsummano will host the workshops held by John Duncan and Melissa Pasut in the spaces of the Museum for 20th Century and Contemporary Art (Museo di Arte Contemporanea e del Novecento).
The museum is set in the Villa Renatico Martini: commissioned by Ferdinando Martini, and built in 1887, it is a tangible indication of its client's cultural eclecticism.
The museum reopened in 2005, after adjustments to update the building according to the Region of Tuscany's standard museum requirements. In its park various rare plants and vegetal essences can be found, among them horse chestnuts, plane trees, limes, cedars of Lebanon, Atlas cedars, sequoias, viburnums, mahonias, and box trees.
Venerdì 16 ottobre, alle ore 21.30, John Duncan e Melissa Pasut, presentano un concerto/performance realizzato per gli spazi del MAC,N di Monsummano sotto forma di doppio monologo di improvvisazione sonora e fisica.
Il noto sound artist John Duncan gioca con le situazioni sonore che incontra in ogni luogo per costruire ascolti alternativi attraverso la sperimentazione digitale: ogni oggetto, onda sonora, rumore, alito, voce, diventa per lui motivo di rielaborazione e di trasformazione per offrire nuove possibilità di percezione della realtà che ci circonda.
La sua compagna Melissa Pasut, performer con un trascorso di danzatrice classica che si innesta anche nella sua ricerca attuale, esplora i movimenti che ogni giorno il nostro corpo produce nelle azioni quotidiane per sottolinearne le relazioni con le problematiche tipiche della vita contemporanea per attivare una nuova consapevolezza percettiva dello spazio che ci circonda e dei gesti che lo percorrono.
I due assoli si propongono al pubblico come momento di estraniamento dalla quotidianità, invadendo per un momento quello spazio inafferrabile che sta oltre il nostro corpo, quell'altro che inizia al di fuori di noi e che, attraverso l'utilizzo consapevole dei nostri sensi, può diventare un tutt'uno con noi.
Sabato 17 ottobre a partire dalle ore 18.30, presso il MAC,N di Monsummano Terme, gli artisti Gaia Bartolini, Daniela Frongia, Lek Geloshi, Andrea Lunardi, Manuela Mancioppi, Sabrina Mazzuoli, Saverio Tonoli, secondo dei cinque gruppi di artisti toscani selezionati per la V edizione di Networking, a cura di Elisa Del Prete, incontrano il pubblico a conclusione dei lavori del workshop con John Duncan e Melissa Pasut.
Il workshop, concepito dagli artisti come "esperienza di ascolto" delle sonorità che ci circondano come di quelle che ci appartengono, si è sviluppato a partire da esercizi di consapevolezza del proprio sentire, inteso non solo come "acustico" ma come "sensibile" in generale. L'ascolto dei suoni che distinguono l'altro da noi, che ci danno informazioni su ciò che ci sta attorno, sul loro peso, la loro consistenza, i loro spostamenti..., ci permettono di immaginare l'altro a partire dalla nostra conoscenza di esso che raggiungiamo con gli altri sensi. Elemento aggiuntivo in questo percorso è l'immaginazione, che si serve della nostra memoria come del nostro subconscio per costruire una realtà differente da quella che conosciamo attraverso i nostri sensi. Accanto ad una vita reale ne esiste una immaginata, che ci appartiene quanto quella reale e che si realizza proprio nel momento in cui la lasciamo esistere. A partire da questa consapevolezza e dallo spazio del Museo e del suo giardino in cui gli artisti hanno lavorato e che è diventato dunque un elemento di alterità decisivo cui porsi in relazione, i due tutor hanno condotto gli artisti lungo un percorso che si è mosso dall'esterno all'interno di ognuno, oscillando tra esperienze individuali e collettive per raccogliere e catalogare suoni, gesti e accadimenti circostanti ai fini di una successiva rielaborazione personale con cui gli artisti hanno poi contaminato tutti gli spazi del museo.
Sabato 17 ottobre, dalle ore 18.30, verrà presentato al pubblico, attraverso immagini, azioni, suoni, l'esito del percorso svolto dai tutor insieme ai giovani artisti, secondo capitolo dell'intero progetto Back to the Present, ideato dalla curatrice Elisa Del Prete, per la V edizione di Networking, nato con l'intento di suscitare interrogativi rispetto al ruolo dell'immagine e alla consapevolezza con cui ci relazioniamo ad essa nell'epoca attuale.